Unspoken, di Sarah Rees Brennan – Recensione

Kami Glass è innamorata di qualcuno che non ha mai incontrato… un ragazzo con cui parla nella sua testa praticamente dalla nascita. Durante l’infanzia non teneva nascosto il suo amico immaginario, e questo l’ha resa quasi una straniera nella sorniona cittadina inglese di Sorry-in-the-Vale. Nonostante tutto, Kami non ha sofferto troppo per il fatto di non rientrare nei canoni. Ha una migliore amica, dirige il giornale scolastico, e solo occasionalmente viene scoperta a parlare con se stessa. La sua vita è in ordine, proprio nel modo in cui piace a lei, nonostante la voce nella sua testa.

Tutto cambia quando i Lynburn ritornano.

La famiglia Lynburn possiede da secoli lo spettacolare e sinistro maniero che torreggia su Sorry-in-the-Vale. Le misteriose sorelle gemelle che hanno abbandonato la loro casa atavica una generazione fa sono tornate, insieme ai loro figli adolescenti, Jared e Ash, uno dei quali è misteriosamente familiare a Kami. Kami non è una che fugge dal mistero – anzi, è determinata a dare una risposta a tutte le domande che all’improvviso Sorry-in-the-Vale sembra avere. Chi è responsabile per gli atti di sangue nel profondo della foresta? Cosa nasconde la sua stessa madre? E adesso che il suo amico immaginario è diventato un ragazzo in carne e ossa, lo ama ancora? Lo odia? Può fidarsi di lui? (Fonte: Goodreads)

Sono passati quasi quattro mesi da quando ho finito di leggereUnspoken , di Sarah Rees Brennan, e ancora non riesco a scendere a patti con i miei sentimenti, perciò avevo fatto a meno di sedermi a scrivere una recensione di questo romanzo.
Romanzo a cui sono tremendamente affezionata, perché Sarah ha saputo stregarmi (termine usato non casualmente in questo contesto, e se avete letto il romanzo sapete perché) con il mondo da lei creato, con i suoi personaggi (in particolar modo con Jared Lynburn e la sua vita tormentata) e con il suo modo di fondere elementi della ‘tradizione’ con elementi della moderna narrazione Young Adult.

Come sicuramente saprà chi si è spinto sul blog di Sarah Rees Brennan per leggere qualcosa della storia dietro questo romanzo, Sarah ha scelto di dare una nuova veste a quello che era il tradizionale romanzo gotico, facendo capo a Jane Eyre per quanto riguarda la costruzione del suo protagonista maschile.
Nuova veste in quanto, in questo caso, la protagonista non è una fanciulla svenevole che si trova vittima dei misteri del padrone del castello, ma è lo stesso ‘padrone del castello’ a essere vittima dei misteri della sua stessa famiglia. Misteri di cui non è a conoscenza e che probabilmente, a conti fatti alla fine del romanzo, avrebbe fatto volentieri a meno di conoscere.
Jared Lynburn è la personificazione della ‘persona non grata’ di questo romanzo. I suoi parenti lo guardano con disprezzo, vedendo in lui quasi un nemico. L’unica che sembra capirlo e apprezzarlo è Kami Glass, aspirante reporter che è sempre vissuta nel piccolo paesino di Sorry-in-the-Vale e che vorrebbe svelare tutti i segreti che è sicura che la sua ‘cittadina da cartolina’ nasconda.
Ovviamente, lo scopo di una recensione non è farvi il riassunto della storia, perciò non vi parlerò oltre della trama del romanzo (fatta eccezione per alcuni spunti qua e là che sicuramente usciranno nella discussione).

Posso parlarvi brevemente dello stile di Sarah – brevemente perché non userò più di tre o quattro parole per descriverlo, e lo faccio solo perché, avendo letto il libro in lingua (in italiano d’altra parte non esiste ancora), posso esprimermi in proposito senza essere tratta in errore dalla traduzione (che, per quanto fedele possa essere, deve comunque alterare la costruzione del testo, per non sembrare completamente sconclusionata) – che per me è un’autrice con uno stile brillante, divertente, accattivante e coinvolgente.
(visto, quattro parole u.u)

Ed ora veniamo a quello che mi preme di più: il motivo per cui sono tanto affezionata al primo romanzo della serie The Lynburn Legacy .
Ho letto il romanzo qualche giorno dopo essere rientrata dal mio viaggio a Londra, a Pasqua, ed ero ancora vittima del fascino della campagna inglese oltre che della grande città che è Londra e forse il fatto che Unspoken sia ambientato in quei luoghi che tanto amo contribuisce al mio amore per il romanzo. Ma non è soltanto per questo che lo adoro.
Unspoken è, a mio parere, uno dei migliori romanzi che il 2012 ci ha regalato (è uscito a settembre 2012, il secondo romanzo della serie, Untold uscirà il 24 settembre 2013), insieme a The Raven Boys, di Maggie Stievfater, di cui prima o poi vi parlerò. In questo romanzo si trova tutto ciò che si possa cercare in uno Young Adult: amicizia, amore, azione, misteri, paranormale, realtà. Sì, realtà, una realtà in cui il romanzo è letteralmente immerso, nonostante gli elementi magici al centro della storia. È proprio quella realtà, il quotidiano di Angela, di Kami, di Jared e degli altri protagonisti di questa storia, che rende il romanzo così incredibilmente coinvolgente.

Ammetto di aver trovato la prima parte (i primi cinque capitoli) un pelino pesante, perché la vicenda andava avanti in maniera piuttosto lenta, ma è del tutto comprensibile, visto che è proprio in quei cinque capitoli che viene illustrata la situazione iniziale. Dal sesto capitolo in poi, un capitolo che si intitola ‘The Other Lynburn’ (L’Altro Lynburn, per chi non mastica l’inglese) si va avanti con eventi che si inseguono a ritmo serrato, coinvolgano essi i sentimenti (vi potrete trovare a ridere all’inizio di un capitolo, per poi piangere alla sua fine), i misteri (omicidi, omicidi ovunque! -scherzo-) o la realtà. E di nuovo, è probabilmente la realtà quello che di questo romanzo colpisce di più: la realtà dei rapporti tra Jared e sua madre; la realtà della famiglia di Kami, così lontana da quella di Jared; la realtà di Angela, che si nasconde dietro quel suo atteggiamento estremamente freddo e distaccato e la realtà di Rusty (il cui vero nome non ci è dato sapere) che con i suoi modi da allegro menefreghista nasconde una serietà e una sensibilità che gli danno non pochi problemi.

Ecco, avrete notato che sto accuratamente evitando di parlare degli altri due protagonisti della storia: Holly Prescott e Ash Lynburn. Lasciatemi solo dire, riguardo a loro due, che li odio dal più profondo del cuore. E pensare che mi stavano anche piuttosto simpatici, quando il romanzo è iniziato! A voi scoprire il perché, alla fine, non li amo più (anche se per Holly potreste aver bisogno di leggere qualcuno degli snippet di Untold che Sarah ha pubblicato sul suo blog).

Beh, che altro aggiungere… che il finale mi ha strappato il cuore e che non vedo l’ora che arrivi il 24 settembre per leggere Untold ?

XOXO

M.

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